‘A Madonna c’accumpagna!

05 feb 2015

Avrete certamente notato che nei cestini delle biciclette Bike Sharing Napoli ci sono delle espressioni che esortano a fare attenzione durante la guida.

I modi di dire napoletani sono utilizzati spesso nel linguaggio comune e quotidiano per il loro modo particolarmente efficace di rendere l’idea di ciò che vogliono comunicare.

Il loro elemento fondamentale, oltre alla struttura stringata, basata su pochissimi elementi che riassumono in un modo conciso e sintetico un intero discorso, è l’immagine figurata che spesso affonda le sue radici nel linguaggio poetico, nelle tradizioni, nei mestieri, nella storia, nei testi sacri, nella letteratura. 1

Ne abbiamo scelte tre di uso comune, perfette per accompagnarvi durante il tragitto in bicicletta per le strade e pe viche e vicarielle di Napoli.

 

STATTE ACCORTO!

“Statte accuorto”, che, tradotto dal napoletano, significa: “stai attento a ciò che fai e a come ti muovi”. 2

[…] il significato di accortenza sembra provenire dall’uso che i napoletani fanno dell’aggettivo accorto, che essi adoperano comunemente per ‘attento’ nella locuzione “statte accuorto” che sta letteralmente per ‘fa’ attenzione’. 3

 

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VA’ CHIANO!

Pian piano, procedere con calma ed estrema prudenza, adagio. “Va’ chiano!”: si dice a qualcuno per moderarne i giudizi o le parole.4

Frena,  non precipitarti; attento a quello che dici o fai. 5

 

 

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‘A MADONNA T’ACCUMPAGNA!

Saluto augurale rivolto a chi si allontana per il lavoro quotidiano o per un viaggio; ma anche per benedizione per esternare graditudine. 6

Ricercando questa espressione, ne abbiamo trovato l’origine raccontata da Luciano De Crescenzo in “Fosse ‘a Madonna!” e riportato dal blog filsbenie.wordpress.com:

[…] nella seconda metà del Settecento, al tempo di re Ferdinando IV, le forze dell’ordine della città facevano sempre più fatica a contenere la piaga della criminalità. […] il re si rese conto che il buio pesto che c’era di notte per le strade di Napoli facilitava il compito dei banditi, per cui decise che andava creata un’illuminazione artificiale. Il Segretario di Stato, il marchese Domenico Caracciolo, cominciò col fare installare alcuni lampioni nei pressi di Palazzo Reale e delle strade più importanti della città. Era, però, un provvedimento del tutto insufficiente che non risolveva affatto il problema. Il punto era che per realizzare un’opera seria occorrevano soldi e il Regno in quel periodo non ne aveva molti. Questo era risaputo anche tra i cittadini, per cui padre Gregorio Maria Rocco, un domenicano assai abile, andò a corte e presentò al re una proposta: “Maestà, date a me la licenza dell’illuminazione della città. E state tranquillo, non farò spendere alle casse del Regno nemmeno un ducato”.

“Padre Rocco – rispose re Ferdinando – voglio fidarmi di voi. La richiesta è accordata. Ma mi chiedo che cosa avete in mente”.

Don Gregorio Maria Rocco  aveva scovato un dipinto della Madonna nei sotterranei del monastero dello Santo Spirito, che si trovava nella zona di piazza Plebiscito, allora chiamata Largo Palazzo; aveva ordinato che se ne facessero centinaia di copie a colori e che fossero sistemate in tante edicole votive sparse per Napoli. Organizzò, così, una gara nei vari quartieri di Napoli.

“O napoletani – disse – la Madonna che sta nella vostra strada è uguale a quella delle altre strade di Napoli. Ora, però, se voi volete veramente bene alla vostra, dovete tenerla sempre illuminata.

Non ci fu quartiere che non si impegnò con tutte le sue forze per tenere sempre accese le lampade a olio sistemate ai lati delle Madonne. Senza chiedere nessun finanziamento alle casse del Regno, riuscì a rendere le notti napoletane finalmente più luminose e, quindi, molto meno pericolose.

Si sentirono più sicure anche madri e mogli di coloro che andavano a lavorare la mattina molto presto, prima che spuntasse il giorno. Accanto alla porta salutavano figli e mariti proprio con quella frase: “Va’, ’a Madonna t’accumpagna!”. 7

 

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Bibliografia:
1 5 6 Mettere ‘a bbona parola – Claudio Pennino, ed. Intra Moenia
2 iononmollo.it
3 Accademia della crusca – sito web
4 liberoricercatore.it
7  filsbenie.wordpress.com

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